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Opinioni

Addio volley. Arese saluta i suoi gioielli

di Graziano Lunazzi, direttore editoriale del sito "QuiArese" e giornalista sportivo de l quotidiano"Il Giorno" 

Arese, che per tradizione è una città storicamente legata al basket - tra il 1988 e il 1996 la formazione locale giocò per otto stagioni consecutive in serie A - ha trovato recenti soddisfazioni anche dal volley, con la Spaggiari Re Figeco che lo scorso anno si è resa protagonista di un'incredibile tripletta, conquistando promozione in serie B2 nazionale, scudetto di categoria e Coppa Lombardia. La squadra, allenata da Giampiero Fasce, è (o meglio era) solo la punta di diamante di un movimento che negli ultimi anni, grazie alla passione del presidente Giovanna Anoia e di Antonio Loiero, che con l’azienda Re Figeco ha garantito il supporto economico, ha vissuto la sua piena fase di maturità. Un movimento cresciuto in maniera esponenziale, giunto a contare quasi duecento praticanti, che coprivano praticamente tutte le fasce di età in ambito maschile e femminile, e capace di centrare diverse promozioni. Una situazione apparentemente idilliaca, non fosse per la mancanza di spazi palestra ad Arese che ha costretto la società a prendere drastiche decisioni penalizzanti per gli appassionati. Già lo scorso anno le diverse squadre del Ccsa - questo il nome della polisportiva per la quale giocavano - erano state costrette a divedere la propria attività in quattro territorio diversi, con la serie D femminile spostata addirittura ad Arluno, ovvero a circa 25 chilometri da Arese. Una situazione non più sostenibile, per il dispendio di energie e di risorse che comportava al presidente Anoia, al direttore sportivo Osvaldo Strada e al direttore tecnico Oscar Foppa Uberti. I dirigenti, infatti, dovendo seguire tutte le formazioni, si sono trovati ad affrontare per un anno un massacrante tour de force fatto di continui spostamenti. Da qui la drastica decisione presa per la stagione sportiva 2012-2013, con lo spin off delle squadre maschili dal Ccsa e il conseguente spostamento della serie B2 e della serie C nel limitrofo Comune di Bollate. Arese, quindi, ha perso in un colpo le formazioni che la avevano così bene rappresentata negli anni passati e si è ritrovata senza le squadre di volley maschile, capaci di creare, quasi dal nulla, un movimento considerevole. Una decisione pesante per tutto lo staff dirigenziale, ma che, di fatto, era già scritta da tempo e si è concretizzata nel disinteresse generalizzato delle istituzioni cittadine. Una situazione paradossale in un momento come questo, dove è sempre più difficile trovare dirigenti e sponsor adeguati a garantire la presenza di squadre competitive in campionati di alto livello. Arese li aveva, ora li ha Bollate.